Sessismo e Comunicazione Social

Ogni 8 marzo (ed ogni 25 novembre) i social pullulano di post e contenuti per “celebrare” la Donna e per ricordare che le donne non si toccano neanche con un fiore. 
Per carità ci sono anche delle campagne ben fatte, ma spesso si inciampa in errori grossolani e che, seppur con le intenzioni miglio possibili, veicolano messaggi sessisti.

Assistiamo alla glorificazione di stereotipi e alla banalizzazione di problematiche sociali e della lotta per i diritti.

Scelgono di raccontare noi donne in due modalità ben definite:
moglie/madre o amante.

Questo è il misero ventaglio di opzioni che ci viene proposto, sempre e comunque subordinato alle esigenze dell’Uomo.
Una cucina e si occupa del “focolare domestico” e l’altra appaga i bisogni sessuali.
Siamo sempre private della dignità di Soggetto, e ci chiedono di abbracciare felici il ruolo di Oggetto.

Se ci mostrano solo questi due riferimenti culturali, se vediamo solo donne che sono fiere della loro ignoranza, se continuano a dirci che non siamo abbastanza brave o in gamba… prima o poi possiamo anche crederci anche noi.
Questo è accaduto nelle generazioni precedenti.
Ma adesso NO, adesso BASTA.

GUIDA SULLE RADICI DELLA COMUNICAZIONE SESSISTA

Ho creato una Guida PDF sulla “Diffusione di forme comunicative violente nei social” con l’obiettivo di creare uno strumento utile per stimolare il pensiero ed affinare una corretta comunicazione di genere (per aziende e freelance).

Per ottenere la Guida:
  • fai una donazione a partire da 1€ al Centro Antiviolenza di Montecatini Terme
  • versamento sul CC Bancario con IBAN IT42K0707570460000000105807
  • Paypal info@365giornialfemminile.org
  • inviami lo screenshot della donazione e ti manderò via mail la Guida.

Il file è tratto dalle SLIDE che ho preparato in occasione del mio intervento come Docente nel Seminario di Alta Formazione “Trattare la Violenza”, slide che ho rivisto ed aggiornato.

Il mio intervento dedicato alla diffusione delle Forme comunicative violente nei social, si è svolto il 26 febbraio 2022, durante il modulo dedicato al Ruolo della Comunicazione.In questa occasione ho avuto l’onore di parlare al fianco di Giornalisti blasonati come Giulia Siviero (ilPost), Annamaria Levorin (direttrice TG3) e Riccardo Iacona (Presa Diretta).

GLI ERRORI PIÙ COMUNI

PERPETUARE STEREOTIPI DI GENERE

La donna descritta come fragile, poverina, frivola, narrazioni che fanno leva sul suo aspetto fisico…
“sei più bella quando sorridi”
Perchè il fatto di essere più bella è così rilevante?!
Perchè la donna ha ancora il dovere sociale di apparire gradevole?
Perchè dovrei sorridere io?

Magari è la società che dovrebbe strutturarsi in un modo che non mi è così ostile…
è una frase che nasconde una subdola deresponsabilizzazione dell’agire maschile.
Perchè non mi è concesso essere arrabbiata?

“abbasserò il mio sguardo solo per ammirare le mie scarpe”
Usare il simbolo del 25 Novembre, quello delle scarpe rosse, per svuotarlo di ogni significato e banalizzarlo.
le donne vengono dipinte come frivole, interessate agli accessori moda…
Anche in questa frase l’agire dell’uomo non è pervenuto, la responsabilità della reazione è tutta sulle donne.

 

“l’unico uomo che può picchiare una donna deve ancora nascere”
Qui tocchiamo livelli altissimi di banalità… donna= mamma, un sottotesto che ci parla della maternità come servile annichilimento del sé, glorificazione del sacrificio materno.


Altra lettura: “le donne non si toccano nemmeno con un fiore
Diamo subito una medaglia al valore dei diritti umani a tutti gli uomini che non picchiano ma che ci negano diritti, che impediscono alle compagne di avere un lavoro o un contocorrente, che ci dicono frasi sessiste e che ci molestano verbalmente… però non ci picchiano quindi sono bravi!

DERESPONSABILIZZAZIONE MASCHILE

La donna descritta come responsabile delle molestie e della violenza subita.

“è tua responsabilità denunciare”
Denunciare è un diritto, non è un obbligo. I CAV seguono i principi di libera autodeterminazione delle donne che si rivolgono loro. La scelta di ogni donna se denunciare o meno è insindacabile e sicuramente presa con consapevolezza.
Iniziamo a porre l’accento su chi agisce la violenza, non su chi la subisce.

SPETTACOLARIZZAZIONE DEL DOLORE

Immagini di donne con i volti tumefatti, il grottesco stimola pruriginosa curiosità… sfruttare immagini di donne maltrattate per generare un po’ di visualizzazioni in più è veramente vergognoso.

Inoltre questa strategia di comunicazione ci fa intendere che:

  • l’unica violenza di genere sia quella fisica,
  • le azioni di violenza sono casi isolati, generati da raptus, dal “mostro” sulla povera fanciulla.

PARLARE DELLE DONNE PER LA LORO UTILITÀ

Spesso si vedono post che celebrano le donne come “Fondamentali”, un’esaltazione della Donna non come persona, ma come strumento utile subordinato all’accudimento di terzi.

Il messaggio che passa è comunque sessista: per meritare diritti o rispetto, devi svolgere una funzione di utilità nella società. Non hai diritti in quanto persona, devi meritarli.

PROFESSIONALITÀ E DOPPI STANDARD

Quante volte noi donne ci facciamo problemi sul nostro aspetto. No, non per vanità, ma perchè abbiamo il timore di non essere prese sul serio.

Troppo appariscente o sensuale: non sei professionale!
Non ti curi e ti infagotti in maglioni informi: non vuoi proprio provare ad essere femminile e a presentarti come si deve!

Insomma, come fai sbagli.

Se mi mostro sexy sembro meno professionale?
Se non mi trucco sembro sciatta?
Non voglio farmi vedere, sono brutta…
Non voglio farmi vedere perchè poi non mi prendono sul serio….

Lavoro per il 90% con donne e queste sono le domande che mi portano in consulenza.

Se alcuni conflitti con il mio corpo si sono risolti con la fine dell’adolescenza, con l’età adulta e l’avvio di una carriera professionale ne sono comparsi di nuovi.

Un professionista uomo che si mostra in costume sui suoi canali di comunicazione non teme di sembrare meno professionale agli occhi dei clienti. Non ci pensa neanche a questa eventualità.

Se una donna decide di pubblicare foto in costume o sensuale/vestita come vuole:

  • viene sessualizzata,
  • viene giudicata come poco professionale,
  • viene invitata a rientrare nei ranghi (soprattutto se è madre),
  • viene giudicato il suo corpo (soprattutto se non rientra nell’estetica conforme).

Che fatica.

L’8 marzo ed il 25 Novembre si parla tanto di Violenza sulle Donne, come se fossero eventi tragici, imprevedibili e privi di qualsiasi matrice sociale.

La violenza fisica è solo la punta dell’Iceberg:

  • gender pay gap,
  • dimissioni forzate per le donne in maternità,
  • sessualizzazione,
  • sessismo interiorizzato,
  • stereotipi di genere,
  • cultura dello st***o,
  • deresponsabilizzazione dell’agire maschile,
  • colpevolizzazione delle vittime….

In questo contesto sociale per noi DONNE è difficile farsi prendere sul serio, per il solo fatto di essere DONNE.

CHE POST REALIZZARE L’8 MARZO ED IL 25 NOVEMBRE

Sei Architett*: realizza dei contenuti dedicati alle Architette che ammiri di più.

Sei Avvocat*: parla delle donne che hanno contribuito alla lotta per i diritti civili.

Racconta delle Donne come persone a sè, non subordinate a ruoli o stereotipi.

Parla della Storia del movimento femminista, dei risultati raggiunti in questi anni di lotte.

 

Se vuoi pubblicare sui tuoi canali social un post dedicato all’8 Marzo o al 25 Novembre, ma hai dei dubbi sul post che avevi preparato per queste occasioni scrivimi pure!

Meglio prevenire una crisi di Immagine piuttosto che gestirla.

Nel corso degli ultimi anni sto studiando con attenzione la comunicazione inclusiva, applicandola al Marketing, qui trovi due post utili:

La questione Femminista

Cancel Culture

SOSTENERE IL CAV 365giornialfemminile A COSTO ZERO

Devolvendo il tuo 5xmille sosterrai le iniziative del Centro Antiviolenza, senza spendere nulla.

Come fare?

Basta compilare la scheda per la scelta della destinazione del 5×1000, presente nel modello della dichiarazione dei redditi.

Indica il Codice Fiscale 91022080476 nell’apposito spazio.

Un piccolo gesto, gratuito, per aiutarci a sostenere le donne vittime di violenza.

Per qualsiasi donazione ti ricordo il CC Bancario (IBAN IT42K0707570460000000105807) o Paypal (info@365giornialfemminile.org).

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