Cos’è il Personal Branding? Serve anche sui social?

PERSONAL BRANDING

CHI SEI – PER QUALE MOTIVO GLI ALTRI SI RICORDANO DI TE?

Ecco, il Branding si colloca esattamente al centro tra questi due concetti.

Se si sovrappongono hai fatto centro!

Il Branding, o “gestione del marchio”, è il punto di partenza di ogni business, azienda, negozio, libero professionista o blogger. 

 
COSA TI RENDE DIVERSO DAGLI ALTRI?

La tua personalità, il tuo pubblico di riferimento, la tua formazione: quali sono i tuoi punti di forza?

Bene, immagina di mettere tutti questi elementi insieme, di sintetizzarli coerentemente con GRAFICA – LOGO – COLORI – FONT – TONE of VOICE.

Ricorda: Coerenza e Riconoscibilità

Io, ad esempio, ho scelto le tonalità tra il blu e l’azzurro, un font che ricorda la macchina da scrivere ed un linguaggio molto informale e diretto: vado a declinare queste mie scelte in ogni aspetto, dal post, alle grafiche dei contenuti in evidenza, dalle stories agli articoli sul sito.

“chi sono? – per cosa voglio essere riconosciuto dal mio target? – a chi mi rivolgo?”

Le risposte che ti darai, dovranno essere le linee guida del tuo percorso.
 

Mostra tutte le sfaccettature del tuo Personal Brand.

Per creare empatia con i tuoi utenti (e potenziali clienti) la cosa migliore è quella di MOSTRARTI, raccontare chi sei con onestà, senza troppa autoreferenzialità ed allo stesso tempo senza dare per scontato nulla del tuo percorso.

Oltre al lavoro hai una quotidianità, berrai il caffè la mattina, qualche volta resterai bloccat* nel traffico, avrai soddisfazioni personali e professionali, ci sarà qualcosa che ti innervosirà o ci sarà quel tramonto che ti ha fatto emozionare.
Beh, sei umano.
Ed i Brand sono fatti da persone.

Mostrare più lati di te stess*, ti aiuta a costruire un rapporto tra pari con le persone che ti seguono, intessendo un rapporto più stretto e di fiducia.
In effetti perchè dovrebbero fidarsi di qualcuno che non vedono mai in faccia?!
Tu, ti fideresti?

Certo, non dico di non avere più privacy… io per prima scelgo di non mostrare OGNI COSA della mia vita privata, soprattutto quando potrebbe essere vissuta con invadenza o disagio dalle persone a me vicine.

Possono esserci delle vie di mezzo.
Possiamo dire la nostra su determinati temi, possiamo mostrarci struccate, ammettere dei fallimenti e cercare di intessere una conversazione costruttiva su quello che si poteva migliorare, si può dare il buongiorno dal posto di lavoro o fare il bilancio della giornata dal terrazzino di casa con una birretta in mano (tanto per fare un esempio di location)

Il personal Brand può evolvere con te:

non è statico ma deve mostrare il tuo percorso di crescita.
Anzi… DEVE rispecchiare la persona che sei, il/la professionista che sei adesso!
 
Non possiamo pensare che non debbano esserci delle modifiche nella nostra presenza online: dobbiamo però capire quando è ora di cambiare, di alzare l’asticella qualitativa, senza impigrirci e autoconvincerci che alla fine “va bene anche così”.
 
Quindi COERENZA e BRANDING vanno a braccetto?
 
Esatto: se tu mostrassi incoerenza verso il tuo pubblico, le persone potrebbero perdere fiducia in te.
 
La COERENZA dovrebbe essere il dna del tuo personal branding!
Coerenza:
  • di Valori,
  • del Target cui ti rivolgi,
  • estetica (visual e brand identity),
  • di Tone of voice.

Può un solo post (o una stories) far perdere di coerenza (o credibilità – nella peggiore delle ipotesi) l’intero profilo?

Ovviamente mi riferisco a contenuti che non hanno riscontro con lo stile estetico e il tone of voice precedentemente utilizzato.
Cioè, se io, di punto in bianco iniziassi a postare foto mezza nuda con didascalie riprese da “citazioni.it”, non comprometterei immediatamente la mia reputazione professionale?!

Se ti rivolgi sempre ad un pubblico e poi crei un contenuto/una promozione che non è di interesse per quel pubblico principale, perchè hai l’intenzione di attrarne uno nuovo, che però non condivide le stesse abitudini o valori… non c’è il rischio di perdere la fiducia di chi ti ha seguito fino ad ora?

Credo in realtà che la risposta giusta sia “Dipende dal peso specifico del profilo stesso”
Ci sono stati grandi scivoloni comunicativi anche tra i Big, ad esempio Pandora e la sua pubblicità sessista prima di Natale “un asse da stiro, un pigiama o un bracciale pandora, cosa la farebbe felice?”.
 
Il cartellone è perfino diventato trend topic sui social dallo spropositato numero di critiche ricevute.

L’avevano fatta davvero grossa… eppure quasi nessuno se la ricorda più e continuano a vendere i loro charms.
Certo, ci è voluto un po’ di tempo e investimenti per rimediare all’errore, ma non sono spariti dal mercato.

Forse se sei un BIG hai anche la possibilità economica di veicolare nuovamente valori positivi sul brand e di farlo in tempistiche adeguate.

Ma i “piccoli”?

Per evitare di inciampare in errori di coerenza o di leggerezza comunicativa sarebbe il caso di pensare alla propria strategia e al proprio linguaggio: NON USCIRE DALLE LINEE GUIDA!

Ricordate: il vostro target NON può essere TUTTI!
– non si può piacere a tutti
– individuare i target personas e orientare la comunicazione solo a loro è più economico
– sarà più semplice costruire la tua strategia se hai ben chiaro a chi vuoi parlare.
 
Se hai dubbi o domande, scrivimi pure su Instagram o via mail!
 
Un saluto, Giulia
 
Articolo aggiornato il 23/02/2024
Share

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Il tuo carrello
Shop cart Il tuo carrello è vuoto